Intervista di Ilaria Pasqua

 

Con molto piacere segnalo l’intervista pubblicata sul blog di Ilaria Pasqua.

 

Di seguito un’anticipazione:
Parlaci un po’ di te.
Grazie Ilaria per avermi accolta nel tuo blog. Sono una scrittrice, illustratrice e collaboro con alcune riviste on line e blog. Provengo da studi artistici e l’arte ha sempre rivestito una parte fondamentale della mia vita. Scrivo romanzi, racconto storie, a volte con le parole, a volte con le immagini.
Come è nata la passione per la scrittura?
La scrittura, come l’illustrazione, la pittura e la musica sono un’unica forma d’arte per me indispensabile. Ho iniziato a scrivere quando ero ancora bambina racconti popolati da personaggi strani, avvolti nel mistero, fino ad arrivare a una fusione tra horror, avventura, mondi iper-reali, mondi surreali, vita, morte.
Qual è il tuo genere letterario preferito come lettore e come scrittore?
Quando leggo mi piace essere trasportata in mondi lontani e riguardo le mie letture sono piuttosto selettiva. I generi che prediligo sono l’horror, il fantasy, ma anche l’avventura e il thriller, un libro mi deve affascinare sin dalle prime righe. Quello che scrivo deve avere un po’ di tutto ciò.
Solitamente ti immedesimi nei tuoi personaggi?
E’ molto facile immedesimarsi nei propri personaggi, ma ognuno di loro durante la stesura del romanzo assumerà un carattere tipico che lo condurrà ad essere un individuo indipendente. Il bello è far vivere ogni personaggio e farlo crescere a suo modo, che ci piaccia oppure no!
Come nascono le tue storie?
Nascono nei momenti più inaspettati e in genere quando mi trovo in posti in cui non sono proprio libera di mettermi seduta e scrivere. Per questo ho sempre con me penna e block notes. L’ispirazione o l’idea possono nascere in qualsiasi momento, da qualcosa che vedo, oppure che ascolto, ogni momento della giornata può far nascere una nuova idea.
Com’è nata in particolare l’idea del tuo ultimo lavoro?
Come sia nata precisamente non ricordo. Avevo tante idee che mi viaggiavano per la mente e ho iniziato la stesura del romanzo senza nemmeno accorgermene. Di certo so che volevo narrare di una donna e del suo coraggio.
Raccontaci qualche curiosità.
“In cielo brillava una sottile falce di luna” mi ha regalato tantissime emozioni. Il bello della ricerca ancor prima della stesura del romanzo è una fase che amo particolarmente. Anni fa conobbi in un bar un signore. Il suo aspetto era, ed è, particolare. Il suo viso e i suoi baffi, appena li vidi mi ispirarono il nome di uno dei personaggi principali del romanzo: Sinistro. Era lui, mi dissi. Poi il mio personaggio prese una strada differente, molto malvagio, nulla a che vedere con la gentilezza di quell’uomo. Ancora oggi quando lo rivedo sorrido, forse un giorno gli dirò che per me lui sarà sempre Sinistro.
Hai qualche altro libro in lavorazione?
Sto lavorando alla creazione di una storia illustrata e ho iniziato anche un nuovo romanzo.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ne ho tantissimi! Spero di poter continuare a realizzare ciò che mi piace, cosa non così facile come sembra.
Cosa significa per te scrivere?
Scrivere è provare emozioni: creare idee e trasmetterle su carta è una delle più appassionanti forme di comunicazione.
La citazione preferita tratta dai tuoi libri?
Poi mi svegliai una mattina e uscii sulla spiaggia. Sentii la sabbia fresca tra le dita dei piedi. Inspirai profondamente. Di fronte a me il mare. Calmo, familiare, rassicurante. Ero viva , pensai. Una timida forza tornò a scorrere nelle mie vene.
Ti andrebbe di dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori?
Leggere tanto, scrivere tutti giorni e scrivere sempre quello che ci piace leggere. Non c’è soddisfazione maggiore che creare qualcosa che ci emozioni e che potrà emozionare anche i futuri lettori.
Link intervista
 

Pubblicato in data 11-09-2015